Ispirato alla storia vera dei quattro scienziati che nel 1972 pubblicarono quello che sarebbe passato alla storia come il Rapporto sui limiti dello sviluppo. Il testo gettò nel panico la comunità internazionale: se la traiettoria dello sviluppo mondiale non fosse cambiata, da lì a poco avremmo raggiunto il collasso. Questo romanzo è la loro storia, scritto mentre il mondo si trova ad affrontare sfide di portata ancora maggiore.
“La storia di quattro vite, dagli anni Sessanta ai nostri giorni, diventa uno straordinario veicolo romanzesco per raccontare la nostra marcia da sonnamboli verso la catastrofe. Siamo davanti a un libro che agita questioni di urgenza vitale con un’intelligenza informata e un’impressionante efficacia narrativa. Iniziate a leggerlo e vi sfido a lasciarlo perdere”.
Emmanuel Carrère
Berkeley, 1973. Dipartimento di dinamica dei sistemi. Quattro giovani ricercatori lavorano al rapporto IBM360, alias “Big Baby”. I risultati sono senza appello: se la crescita industriale e demografica non rallenta, il mondo così come lo conosciamo collasserà in meno di un secolo. Nella squadra ognuno reagisce a modo suo: i coniugi Mildred e Eugene Dundee decidono di salire sul ring per allertare l’opinione pubblica; Paul Quérillot pensa solo alla carriera e sfrutta la catastrofe a suo vantaggio; Johannes Gudsonn, enigmatico genio della matematica, addirittura si dà alla macchia. Alcuni dicono che sia impazzito. Cinquant’anni dopo, un giornalista si mette sulle sue tracce. Lo insegue fino a un fiordo sperduto in Norvegia, nel silenzio delle foreste scandinave, in cerca di risposte sulla predizione che gli ha cambiato la vita per sempre… Attraverso il ritratto potente di una generazione che ha conosciuto ogni strada e ogni deriva, Abel Quentin offre una satira feroce di un mondo che balla sull’orlo dell’abisso.